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Il Prana in sanscrito indo tibetano significa diversi concetti tutti collegati fra loro: "Anima, Spirito, Energia vitale, Soffio". La Pranoterapia è una pratica indiana e tibetana che ha le sue origini in tempi molto lontani databili circa 4000 anni fa. I procedimenti di guarigione sono molto semplici e in alcuni casi persino rapidissimi, ma presuppone un continuo lavoro per sviluppare o tonificare l'energia del "Guaritore Pranoterapeuta" con almeno 1 ora al giorno di lavoro sul proprio "C'hi" (Energia interiore), attraverso pratiche cinesi e tibetane come il C'hi-Kung (lavoro sul C'hi), il T'ai-C'hi-Chuan e/o lo Yoga. La Pranoterapia ha come scopo quello di aprire dei canali, nel corpo, attraverso l'imposizione delle mani nei CHAKRA (luogo di introduzione del prana) che in forma continua emanano il "flusso benefico dell'anima". I Chakra (ruota, o porta) sono disposti nel corpo in sette punti fondamentali e in altri 108 secondari; fungono da canali nei quali inserire la sostanza benefica del guaritore. Tanto più il "Guaritore" sarà una persona "positiva" tanto più esso avrà il potere di aiutare il paziente. Mediamente la quantità di sedute si aggirano dalle tre alle nove. Fin da subito il paziente avverte un cambiamento interiore e una strana ma piacevole sensazione di benessere che potrà sfociare in guarigione o quantomeno in un notevole miglioramento. I mali più comuni dove questa pratica ha più effetti sono: malattie influenzali, articolari, muscolari, infiammazioni, depressione, dolori mestruali, anoressia etc…, in sostanza quasi ogni tipologia di male. Fin dalla prima seduta è possibile stabilire la probabilità di guarigione che nel circa 90% dei casi è totale. La Pranoterapia ristabilisce gli equilibri perduti togliendo accumuli di energia in alcune parti per aggiungerne altra dove vi si presenta una mancanza. |
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